Lo spergiuro del gallo su La Repubblica. Articolo di Salvatore Ferlita
Su La Repubblica di Palermo di martedì 20 gennaio è uscito un articolo di Salvatore Ferlita dal titolo “I poeti di oggi – Pochi talenti nella selva dei rimatori”, una panoramica sui poeti siciliani contemporanei. Ferlita cita anche “Lo spergiuro del gallo”. La pagina web con l’articolo completo si può visualizzare qui.
Ecco invece un estratto:
[…] Accanto all’ Insana, ci sono almeno altri due autori notevolissimi: Basilio Reale, poeta prima quasimodiano e poi, mano a mano, autore di una vera e propria migrazione linguistica, adottando negli anni Sessanta un gergo tecnologico straniante e demistificante, e utilizzando un montaggio quasi cinematografico. Per poi, negli anni Ottanta, cambiare registro, aprirsi a una pronuncia più distesa, e comporre un canzoniere d’ amore, “Travasare il miele” (Mondadori), dalla abbagliante bellezza. Per non dire di Emilio Isgrò, che come la Insana e Reale s’ è trasferito giovanissimo a Milano, praticando la pittura, la scultura e la poesia. E passando dalla poesia visiva e iconica, assieme a Eugenio Miccini e a Lamberto Pignotti, a una pronuncia in versi che nel libro “Oratorio dei ladri” (Mondadori) si fa carico di una disparità funambolica e caleidoscopica di linguaggi, da lasciare quasi atterrito il lettore. è una sperimentazione, quella di Isgrò, che da “L’ età della ginnastica”, passando per “L’ oratorio” per approdare al “Brindisi all’ amico infame”, mai fine a se stessa, ma in grado di esprimere una tensione conoscitiva e a volte anche etica, mescolando empiti di certo surrealismo meridionale con movenze popolaresche e tensioni teatrali. A questi tre grandi autori, se ne affiancano altri degni di una certa attenzione: Vincenzo Leotta, sensibile critico letterario e attento esegeta dell’ opera di Bartolo Cattafi, autore del recentissimo “Il roveto ardente” (viennepierre edizioni), una sorta di canzoniere d’ amore dedicato all’ Assoluto, in uno stile semplice, che richiama certi tratti sapienziali della sacra scrittura, e poi Stefano Lanuzza, fautore di un magma linguistico pirotecnico, come testimoniano raccolte quali “Logosfera” e “La nottola e la talpa”, Isidoro Aiello, giovane poeta, autore di “L’ essenziale” e “Colombe vittoriose”, epigrammatico e essenziale, che ama chiamare le cose col loro nome illuminandole ogni volta di scorcio per rivelarne il lato inatteso e ancora Saverio Vasta, autore del recentissimo “Lo spergiuro del gallo”, cattafiano anch’ egli nel lavoro di scarnificazione della parola […]

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